BAS- STREET ART FEST: “La monumentalità figurativa di Chekos’ART” , parola di Giuseppe Amedeo Arnesano

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La festa del santo patrono, le luci, le bancarelle sui marciapiedi, le forme, i colori e i suoni di un mondo effimero che vive per soli tre giorni. Sullo sfondo di questo universo laico, dove tutto ruota attorno alla grande cassa armonica, prosegue in Puglia per il quinto anno consecutivo Bande a Sud, festival musicale dedicato agli immaginari bandistici. In questa edizione nel Comune di Trepuzzi e nella marina di Casalabate, da sempre sede del festival, prende vita il progetto BAS- STREET ART FEST, un’operazione nella quale la Street Art incontra il mondo degli immaginari bandistici per realizzare, all’interno del tessuto cittadino, un processo di riqualificazione urbana e culturale che coinvolge artisti come Chekos’ART, Gianle Lametà, Francesca Franga, Davide Casavola ed Enzo Grassi. Quello di BAS- STREET ART FEST è uno scenario figurativo, sonoro, urbano e rituale che accomuna il passato e il presente, le arti visive e la cultura musicale bandistica, ma è soprattutto un’azione narrativa ed educativa che guarda con rispetto alla contaminazione artistica e al recupero socio- culturale dei luoghi della comunità. Se la Banda grazie alla maestria di musicisti, cantanti e direttori d’orchestra, ha raccontato e racconta anche le storie di personaggi immortali come quelle di Rigoletto, Turandot e Madama Butterfly, il linguaggio della Street Art rende visibile ciò che nell’immaginario popolare l’Opera produce attraverso le bande.

Tra gli interventi site specific, realizzati in questa prima edizione di BAS- STREET ART FEST, emerge il doppio murales eseguito da Chekos’ART (Lecce, 1979) e dedicato a Tito Schipa, uno dei più importanti tenori di tutti i tempi. Dal graffitismo al freestyling Chekos, l’artista pugliese e writer di lungo corso dal 1995, racconta attraverso un personale linguaggio artistico il suo immaginario iconico e fortemente sociale. Attualmente Art director di BFake, fondatore di 167/B street e co-fondatore di South Italy Street Art Chekos, nel corso della sua carriera, ha sperimentato varie tecniche artistiche così, dalle bombolette spray all’uso di vernici e colori acrilici e dagli stencil fino ai rulli le opere dell’artista, realizzate in mezzo mondo, si caratterizzano per un tipo di ricerca visiva che guarda anche all’utilizzo del mezzo fotografico. Il grande trittico realizzato da Chekos, sulle facciate di una palazzina situata nella marina di Casalabate (Piazzetta Padre Pio), è un’opera di spessore tecnico che ribadisce il valore pubblico della Street Art e afferma un alto contenuto carico di memoria storica e culturale. Le caratteristiche sagome color ciano invadono l’intera superfice, gli elementi musicali e i tipici bandisti in marcia riempiono in maniera calibrata gli spazi disponibili tra i quali si armonizza il grande formato del volto di Tito Schipa. Nell’intera composizione la fissità dell’immagine e la statica frontalità del personaggio vengono interrotte da una serie di cerchi concentrici che rendono il grande murales dinamico e di forte impatto visivo da qualsiasi punto di osservazione. In questa occasione a Chekos’Art bastano pochi elementi e due colori fondamentali per esprimere un’idea non solo figurativa, un messaggio potente che con semplicità entra nelle nostre coscienze e genera curiosità e dialogo non solo nei non luoghi delle creatività contemporanea, ma anche al di fuori delle consuetudini del quotidiano.

Giuseppe Amedeo Arnesano

 

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